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Dalla Rivoluzione verde agli Ogm: molte promesse e altrettanti problemi

di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio | 19 marzo 2013 Fonte: Il Fatto Quotidiano Una volta si parlava di fertilizzanti chimici, oggi di Ogm. L’approccio però è più o meno lo stesso: ideologico, più che scientifico. E rigorosamente basato sul profitto, più che sul benessere delle persone. Con la “rivoluzione verde”, gli Stati Uniti cercarono di contrastare l’influenza esercitata dall’Unione Sovietica sui movimenti di liberazione del terzo mondo. Oltre l’aspetto simbolico della contrapposizione alla “rivoluzione rossa”, questo slogan indicava infatti una politica volta a incrementare le rese della produzione agricola nei paesi del sud del mondo mediante l’impiego di fertilizzanti chimici. L’idea era interessante: sconfiggendo in questo modo la fame, si sarebbe anche sconfitta la tentazione di scelte rivoluzionarie. Del resto la fissazione dell’azoto permetteva, per la prima volta nella storia dell’umanità, di avere grandi quantità di concimi a basso costo, aprendo la prospettiva di entrare nell’era dell’abbondanza. I risultati non tardarono a venire: le rese del frumento passarono da 0,9 tonnellate per ettaro con le varietà tradizionali, a 4-4,5 nel 1954 e, addirittura, a 6 nel 1964; quelle del riso da 16 a 27 quintali per ettaro dal quinquennio ’61-’65 a quello ’88-’92. Secondo le statistiche della Fao, nel 1998 in Asia l’84% del frumento e il 74% del riso erano coltivati con tali varietà. Eppure, nonostante questa crescita straordinaria dei rendimenti agricoli, la fame…

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SEMINA! Domenica 7 giugno 2015 ore 9.30 – Rosà (VI) – Via Borgo Lunardon

La Terra ci chiama. Se siamo disposti a riavvicinarla possiamo sperimentare la sua GENEROSITA’, nonostante tutti i mali che le riversiamo addosso. Abbiamo urgente bisogno di seminare un futuro di FIDUCIA. Quale altro può essere il nostro punto di partenza e di riferimento se non la Terra che riceve un seme e ne restituisce mille? Qualcuno conosce governanti, scienziati, economisti o multinazionali in grado di mantenere simili promesse? Di calcoli e di statistiche ne abbiamo fin sopra i capelli; ne abbiamo abbastanza di manipolazioni genetiche, di vivisezioni dei nostri corpi e nelle nostre anime; di brevetti sugli esseri viventi, circondati da un delirio di onnipotenza! C’è bisogno di UMILTA’. Umile è colui che si china fino all’humus, al suolo appunto. Che lo sappiamo o no è da questo che dipendiamo, tutti. I comfort della società dei consumi ci hanno fatto dimenticare le basi dell’esistenza: la vita sulla Terra dipende da circa venticinque centimetri di strato fertile di suolo in grado di sostenere la vita vegetale, che sostiene quella animale e umana. Abbiamo cercato e ricevuto in prestito due ettari di terreno con il desiderio di seminare. Questo campo attende chiunque desideri contribuire a realizzare una grande opera d’arte per raccontare di una terra e di una umanità che stanno cambiando; per riconsegnare alla comunità un lembo di terra vivente dove…

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