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Rinnovo dell’approvazione della sostanza attiva glifosato 13 aprile 2016

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 aprile 2016 sul progetto di regolamento di esecuzione della Commissione che rinnova l’approvazione della sostanza attiva glifosato a norma del regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari e che modifica l’allegato del regolamento di esecuzione (UE) n. 540/2011 (D044281/01 – 2016/2624(RSP)) Ci sono importanti novità in ambito della regolamentazione sull’utilizzo del glifosate, considerando che il potere di contrattazione della Monsanto (Round Up) è enorme e che alcuni risultati si raggiungono per gradi. In ogni caso relativamente ai nostri obbiettivi e alle nostre richieste fatte in occasione del labirinto vegetale alle amministrazioni comunali e cioè di prestare attenzione all’utilizzo di prodotti nocivi alla salute nelle aree pubbliche o comunque in zone sensibili di grande passaggio e più in generale di modificare i comportamenti a favore della tutela dell’ambiente, le decisioni della recentissima seduta plenaria del Parlamento europeo sono chiare e aprono la strada a nuove legislazioni. Qui sotto potete trovare il testo integrale della risoluzione, interessante da leggere, un po lunga per i pigri, ma siccome vogliamo che più persone conoscano le novità, sostanzialmente i punti conclusivi e salienti sono: invita la Commissione a rinnovare l’approvazione del glifosato per sette anni; ricorda che, ai sensi del regolamento (CE) n. 1107/2009, la Commissione può revocare l’approvazione…

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Gli effetti del glifosate sull’organismo umano

A Gennaio 2015 nel sito dell’ASSIS – Associazione di studi e informazione sulla salute, a firma del Dr. Giovanni Beghini è stato pubblicato un articolo approfondito ed arricchito da una bibliografia internazionale notevole nel quale si racconta quali siano i danni provocati all’organismo umano dal Glifosate, il diserbante micidiale ampiamente usato nel nostro territorio. Come molti medici hanno imparato e hanno potuto verificare, moltissime malattie hanno la loro origine nel cattivo funzionamento della flora batterica intestinale. Nell’esperienza di molti medici e pazienti l’alimento che più frequentemente si è ipotizzato e spesso verificato essere concausa dell’alterazione della flora batterica è il latte e i suoi derivati , fatto comprensibile se si considera come e con cosa sono nutrite, curate ed allevate le mucche. L’esclusione dei latticini dalla dieta ha dato risultati positivi in molte persone, anche se non in modo del tutto risolutivo, ma ha aperto la strada alla comprensione di un meccanismo patogenetico fondamentale per l’instaurarsi di molte malattie, quello della disbiosi intestinale , dell’alterazione della flora batterica. Partendo dalla conoscenza di questo meccanismo si sono cercate altre cause di danno, e l’ipotesi che il glutine possa esserne una causa è molto accreditata . Una grande percentuale delle farine di frumento che ora si trovano in commercio hanno un contenuto di glutine che negli ultimi 20-30 anni è aumentato dal…

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Effetti del Glifosate sulla qualità ambientale e gli organismi viventi

Già nel 2007 il Dipartimento difesa per l’ambiente e l’ISPRA pubblicavano un rapporto di una trentina di pagine sugli “Effetti del Glifosate sulla qualita ambientale e gli organismi viventi”. Ecco le conclusioni: I problemi causati dal Glifosate sono ormai evidenti: si tratta di un “esempio da manuale di entropia semiotica esogena” (Samsel & Seneff, 2013a), cioè di rottura dell’omeostasi a causa di tossine ambientali. Vi sono, inoltre, preoccupazioni crescenti per salute, biodiversità e ambiente e per lo sviluppo di resistenza al Roundup da parte delle piante infestanti. Trattandosi di sostanza pericolosa per l’ambiente acquatico, è necessaria evitarne per quanto possibile l’uso in ambiti (compresi margini stradali o ferroviari) interessati da corridoi ecologici (ad es. aree ripariali, bordi dei coltivi e fossi, ecc.) o da corpi idrici e in presenza di habitat agricoli caratterizzati da colture non intensive (agricoltura biologica, biodinamica ed aree agricole ad alto valore naturalistico). Ne va invece assolutamente proibito l’uso all’interno di aree naturali protette (Rete Natura 2000, Parchi e Riserve nazionali e regionali, Zone Ramsar, ecc.), dove dovrebbe essere sempre scoraggiato l’uso degli erbicidi per il controllo della vegetazione, in quanto hanno effetti diretti sulla biodiversità e sulla qualità dell’ambiente. Secondo quanto previsto nel documento di orientamento “Misure di mitigazione del rischio per la riduzione della contaminazione dei corpi idrici superficiali da deriva e ruscellamento”, elaborato…

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