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Cena in libertà – 12 Marzo 2016

A tutti coloro che amano la Madre Terra e si sentono abitanti del posto in cui vivono o che vogliono semplicemente passare una piacevole serata in compagnia, La comunità di Terrachiama vi invita a CENA IN LIBERTA’ per assaporare i cibi squisiti, coltivati nel rispetto della Natura, che ci offre in questa stagione la nostra terra. Desideriamo condividere i nostri pensieri e progetti e vi invitiamo a partecipare a questa cena vegetariana per sostenerci. Ci ritroviamo sabato 12 marzo 2016 alle ore 19.45 all’Istituto Graziani ,via Cereria 7 a Bassano del Grappa(VI). Poichè desideriamo offrire a tutti la possibilità economica di esserci, manteniamo Il costo della cena a 15 euro per gli adulti, 10 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni; i più piccoli sono nostri ospiti. Per partecipare è necessario versare le quote per intero nei punti sotto indicati entro mercoledì 9 marzo o fino ad esaurimento posti disponibili. NB L’anno scorso la partecipazione è stata travolgente: 302 persone + 42 nello staff. Ringraziamo tantissimo per tanta simpatia dimostrata per i nostri obiettivi. Quest’anno abbiamo deciso di fissare il numero massimo di coperti a 200 persone (esclusi bambini non paganti e staff), perchè desideriamo che questa esperienza possa svolgersi in un clima intimo e comunicativo. Chiuderemo quindi le iscrizioni al raggiungimento del numero stabilito. VI ASPETTIAMO !…

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E’ nato il LABIRINTO! TerraChiAma Atto III

E’ nato! Il secondo atto si è concluso! La fase del progetto TerraChiAma 2.0 – IMMAGINA! – è stata completata con entusiasmo e passione dai numerosi amici che hanno concorso all’ideazione e realizzazione del grande labirinto che ospiterà la festa finale. Molti di Voi hanno con grande soddisfazione e divertimento, mandato idee, disegni, schizzi, progetti di quello che avrebbe poi dovuto essere tracciato sulla distesa di sudan grass che abbiamo seminato tre settimane fa. Le idee più disparate, con simbolismi e riferimenti al suolo vivente, alla pace, allo spirito di comunione e ospitalità che ci contraddistingue e ci lega, facendo pace con Lei, Madre Terra. La scelta non è stata facile, ma nemmeno casuale. Serviva un disegno che rendesse il significato che diamo a questo nostro progetto, occorreva che fosse tecnicamente realizzabile, per quanto complicato, e che alla fine, tracciato nel sudan grass che cresce a vista d’occhio, visto dall’alto fosse ben riconoscibile. Un grande GRAZIE a tutti coloro che hanno contribuito a questa gara di fantasia e immaginazione: la scelta è caduta sul disegno di Juri. Si tratta di un seme che esplode lasciando spazio all’energia del germoglio che si espande vigoroso. Ed un manipolo di eroici disegnatori ha realizzato il LABIRINTO! E’ nato, sotto la guida dell’autore del disegno e dell’architetto Gianpaolo, il tracciato che si snoda nella…

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Ho visto anche dei contadini felici. L’orgoglio di aver felicemente vissuto fra gli ultimi.

Di Ivan Negrello – Pubblicato su Verderame La vita dei coltivatori delle terrazze sospese sulla Brenta è stata oggetto in tempi recenti, e non, di attenzione mediatica oserei dire intensa, ma non sempre gli è stata resa giustizia. Spesso fra le pieghe della cronaca si intuisce che gli autori non hanno saputo resistere alla tentazione di calcare la mano dipingendo la vita dei valligiani ai limiti della sopportazione, ma si sa come sia difficile non   cedere alle lusinghe di un immaginario collettivo che ama nutrirsi più di tutto di sofferenza. A cui piace farsi raccontare che da qualche parte esiste qualcuno che sta peggio, quel tanto che basta da alleggerirsi   lo spirito con 30 secondi di salutare pietas mediatica. Al contrario di chi ne ha cantato le gesta senza esserne parte io posso testimoniare che   la vita all’ombra delle masiere non riservava solo titaniche fatiche sopportate con opprimente mestizia, ma anche gioia, amore e orgoglio proprio per quel lavoro da tutti ritenuto opprimente e maledetto. Mi duole solo che nello scrivere sono costretto a tendere al passato, si perché parlare di contadini oggi da queste parti non ha più senso. L’attività agricola in val Brenta è scomparsa e le misere vestigia che rimangono sono come la luce di certe stelle, pallide scie luminose di astri già spenti.…

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