Gli effetti del glifosate sull’organismo umano

A Gennaio 2015 nel sito dell’ASSIS – Associazione di studi e informazione sulla salute, a firma del Dr. Giovanni Beghini è stato pubblicato un articolo approfondito ed arricchito da una bibliografia internazionale notevole nel quale si racconta quali siano i danni provocati all’organismo umano dal Glifosate, il diserbante micidiale ampiamente usato nel nostro territorio.

Come molti medici hanno imparato e hanno potuto verificare, moltissime malattie hanno la loro origine nel cattivo funzionamento della flora batterica intestinale.

glifosate

Nell’esperienza di molti medici e pazienti l’alimento che più frequentemente si è ipotizzato e spesso verificato essere concausa dell’alterazione della flora batterica è il latte e i suoi derivati , fatto comprensibile se si considera come e con cosa sono nutrite, curate ed allevate le mucche. L’esclusione dei latticini dalla dieta ha dato risultati positivi in molte persone, anche se non in modo del tutto risolutivo, ma ha aperto la strada alla comprensione di un meccanismo patogenetico fondamentale per l’instaurarsi di molte malattie, quello della disbiosi intestinale , dell’alterazione della flora batterica.

Partendo dalla conoscenza di questo meccanismo si sono cercate altre cause di danno, e l’ipotesi che il glutine possa esserne una causa è molto accreditata . Una grande percentuale delle farine di frumento che ora si trovano in commercio hanno un contenuto di glutine che negli ultimi 20-30 anni è aumentato dal 7-8% al 12% e più, per effetto della selezione di varietà che ne contengono sempre maggiore quantità, perché il mercato le valuta di maggior pregio per la maggiore duttilità nei processi di lavorazione.

Sicuramente questo fatto riveste un ruolo importante nel meccanismo della disbiosi ma in seguito, leggendo l’articolo citato si possono formulare altre ipotesi veramente preoccupanti, legate all’uso del glifosate, un diserbante che può causare molti danni alla salute umana.

I suoi inventori e produttori hanno sempre sostenuto che esso è innocuo per i mammiferi perché l’enzima su cui agisce non è presente in essi. E questo è vero, ma sono emersi altri aspetti preoccupanti.

Studiando gli effetti del glifosate  i ricercatori hanno messo in evidenza alcuni modelli di patogenesi.

Il primo è la chelazione di molti minerali presenti nel terreno. Calcio, ferro, cobalto , rame, magnesio, manganese, nichel, zinco diventano insolubili, non assorbibili e quindi indisponibili alle funzioni fisiologiche ed enzimatiche di cui sono cofattori indispensabili, il che comporta l’inefficienza di molte catene enzimatiche. Una di queste catene è quella del citocromo P450 , importante nel processo di detossificazione degli xeno-bionti. E’ un enzima, o meglio una catena di enzimi, che ha un ruolo fondamentale e specifico nella rimozione dei farmaci e di altre molecole estranee.

Il secondo meccanismo riguarda il trasporto dello zolfo e la sintesi degli aminoacidi aromatici  fenilalanina e tirosina e dei composti fenolici come la metionina, basata sulla presenza dello zolfo. Questi meccanismi hanno implicazioni profonde e fondamentali . Tutte queste azioni di sintesi di aminoacidi e vitamine avvengono del tubo gastroenterico, e ne è protagonista la flora batterica intestinale. E’ quella la principale officina che fabbrica le nostre vitamine, i nostri aminoacidi. La quantità di materiale genetico contenuta nelle cellule dei batteri intestinali è pari all’80% del totale di quella contenuta in un corpo umano , se questo dato può esprimere la “loro laboriosità” e l’importanza della loro “salute”.

Quindi il glifosate anche se non agisce sulle cellule dei mammiferi, è capace di distruggere la loro (nostra) flora batterica. Di conseguenza è stata formulata l’ipotesi che l’aumento della frequenza della celiachia e delle intolleranze alimentari dipenda sì dalla scarsa qualità del cibo e dal suo contenuto in glutine, ma anche dalla ridotta efficienza della flora batterica intestinale alterata. La disbiosi intestinale causa alterazioni della funzionalità dell’intestino, della capacità di riassorbimento, dell’integrità e del trofismo della mucosa, del diametro dei suoi pori, e quindi la possibilità delle molecole di attraversare la parete intestinale con conseguente minore o maggiore attivazione e risposta del sistema immunitario. Le Placche del Peyer sono la prima e forse più importante stazione del sistema immunitario . E’ verosimile che a causa dell’infiammazione cronica delle pareti intestinali nascano poi le malattie autoimmuni e le malattie degenerative, ma anche il diabete e le malattie dismetaboliche, cardiovascolari, degenerative e neoplastiche e anche patologie psichiatriche come l’autismo.

In veterinaria si è già dimostrato che alimentando polli con cibi che contengono glifosate avviene una selezione della flora batterica per cui scompaiono molti lattobacilli e compare il Clostridium Difficilis , che è causa di malattie già descritte e diffuse fra i polli e difficilmente curabili.

Che cosa avviene invece negli umani? Di seguito propongo una rassegna della letteratura scientifica internazionale sui principali effetti che questo micidiale prodotto può provocare.

La deplezione di serotonina può essere causa dell’obesità , mentre la deplezione di fenilalanina provoca deficit di tirosina e quindi di dopamina, che può essere causa dell’aumento di malattia di Alzheimer. Invece la mancanza di zolfo, per il suo ruolo nella sintesi del colesterolo precursore del testosterone, e la contemporanea carenza di zinco possono essere concausa della diffusissima ed ingravescente infertilità maschile.

Tutto questo sta avvenendo anche per la specie umana. Il 70% della terra arabile del pianeta è trattato con glifosate, più del 70% del cibo ne contiene tracce. Metà dei cittadini europei non esposti direttamente in agricoltura a loro volta ne hanno traccia nell’urina.Grazie anche al fatto che è ormai diffusa una pratica agricola potenzialmente genocida, l’accelerazione della maturazione del grano attraverso il trattamento del grano in fase di prematurazione con glifosate, per ottenere una sua più rapida essicazione. Purtroppo poi viene rapidamente trasformato in farina e messo sul mercato nelle forme che tutti conosciamo

Molti studiosi ritengono che a causa della diffusione e della concentrazione del glifosate stia avvenendo una sperimentazione a carico della specie umana su una scala senza precedenti, un esempio perfetto di rottura profonda dell’omeostasi naturale da parte di una tossina ambientale .

Ci sono studi che dimostrano la relazione tra aumento dell’uso di glifosate e l’aumento delle diagnosi di autismo , di tumori della tiroide, di morti per malattie intestinali. Sono dimostrate relazioni tra glifosate e i tumori della mammella estrogeno-dipendenti , difetti alla nascita con i linfomi non Hodgkin , del testicolo e i mielomi. Queste sono le principali e più recenti informazioni sugli effetti del glifosate.

Un’autentica minaccia si aggira per il mondo e minaccia soprattutto le generazioni future. In una ricerca negli USA su madri che allattano nel 30% dei casi si trova glifosate nel latte materno a concentrazioni anche cento volte più elevate di quelle ammesse nell’acqua per ritenerla potabile. E nessuno può ancora dire quali effetti ci saranno sulle generazioni future, quali meccanismi epigenetici saranno innescati e come si manifesteranno.

Data la latenza con cui si manifestano i suoi effetti, siamo solo all’inizio della percezione del danno, di cui vediamo solo la punta dell’iceberg. Il potere del convincimento della multinazionale che lo produce, la comodità e l’immediato interesse economico dei contadini, la disinformazione sistematica costituiscono una barriera quasi inespugnabile.

Nel resto del mondo il glifosate è legato alla coltivazione OGM, e i prodotti OGM ne contengono tutti, mentre in Italia esse sono vietate dalle regioni, ma non per questo in Italia se ne usa poco. Gli unici dati disponibili sono i 55 000 litri della provincia di Treviso e i 290 000 della provincia di Ravenna. Da questi si può estrapolare che nella provincia di Verona se ne usino tranquillamente 200 000 litri/anno. L’unica regione in cui è dosato nelle acque superficiali è la Lombardia, dove ne è trovato nell’80% dei campioni delle acque superficiali.

Anche questo dato non può essere ignorato dalla classe medica e un ampio dibattito dovrebbe scaturire su questi temi, soprattutto pensando che la nostra provincia è quella in cui si usano più pesticidi di tutta l’Europa.

http://www.assis.it/diserbanti-non-sono-innocui-ecco-danni-dovuti-al-glifosate/

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